mercoledì 12 gennaio 2022

Antigone senza democrazia

 Antigone sempre presente.

Nella sostanza e nella pratica hai ragione (e infatti io sono al 49° giorno di digiuno proprio per questo) - ma il punto è più profondo.  Oramai è arrivato il momento per fare i conti con la democrazia così come è stata concepita per tre secoli.  Lui - il filosofo democratico progressista per eccellenza - interpreta ancora la democrazia come la interpretano tutti quelli al potere (molti dei quali sono suoi sodali di decenni di militanza politica) e quindi è prigioniero del mito logico - l'artifizio retorico - della democrazia. Se non si mette la verità prima, e sopra, la democrazia è inevitabile mettere la democrazia compiuta davanti alla morale. Qui dipende da come la pensi tu: se metti la democrazia al primo posto o la verità morale. Ma se metti la morale, come Antigone, poi devi mettere in discussione molte cose, non solo l'obbligatorietà delle cure mediche. 

 

Quale democrazia?

Siamo d'accordo, nel concreto siamo pienamente d'accordo! Cacciari si è infilato in un vicolo cieco e non gli rimane che tornare a Canossa nel silenzio e di notte!

Rimane però una domanda inevasa su quale democrazia si parli.

Ma la mia è una domanda filosofica, ma anche politica, forse anche teologica: in base a quale criterio ultimo stabiliamo una legge ingiusta? Con quale autorità dissentiamo da un intero sistema sostenuto, apertamente e scientemente, dalla quasi totalità delle persone, dalla tonalità organica (tranne eccezioni) delle istituzioni democratiche e culturali? Qual è la reale causa di questa distruzione della democrazia in corso? E' possibile che questa obbligatorietà -  medicalmente corretta  in biopotere - sia l'unica fuoriuscita dalla Costituzione italiana, o ce ne sono molte altre e molto più antiche? Siamo sicuri che la stessa Costituzione non contenga in se stessa i germi di una contraddittorietà che ora gli si è rivoltata contro? Ma se tutte le forze politiche, culturali, religiose, civili, e la massa della gente, accetta - come fa Cacciari - una legge ingiusta, pur giudicandola ingiusta, non è forse questa la contraddittorietà stessa, dell'ideale democratico, così come l'abbiamo conosciuto negli ultimi 3 secoli? Infine: siamo sicuri di non essere noi gli utopisti, gli anarchici, i perfettisti, i folli della situazione? Forse noi, pretendendo la luna, distruggiamo quel poco di buon che ci dà la terra ... o no?  -  rdv



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