Antigone sempre presente.
Nella sostanza e nella pratica hai ragione (e
infatti io sono al 49° giorno di digiuno proprio per questo) - ma il punto è
più profondo. Oramai è arrivato il
momento per fare i conti con la democrazia così come è stata concepita per tre
secoli. Lui - il filosofo democratico
progressista per eccellenza - interpreta ancora la democrazia come la
interpretano tutti quelli al potere (molti dei quali sono suoi sodali di
decenni di militanza politica) e quindi è prigioniero del mito logico -
l'artifizio retorico - della democrazia. Se non si mette la verità prima, e
sopra, la democrazia è inevitabile mettere la democrazia compiuta davanti alla
morale. Qui dipende da come la pensi tu: se metti la democrazia al primo posto
o la verità morale. Ma se metti la morale, come Antigone, poi devi mettere in
discussione molte cose, non solo l'obbligatorietà delle cure mediche. –
Quale democrazia?
Siamo d'accordo, nel concreto siamo pienamente
d'accordo! Cacciari si è infilato in un vicolo cieco e non gli rimane che
tornare a Canossa nel silenzio e di notte!
Rimane però una domanda inevasa su quale
democrazia si parli.
Ma la mia è una domanda filosofica, ma anche
politica, forse anche teologica: in base a quale criterio ultimo stabiliamo una
legge ingiusta? Con quale autorità dissentiamo da un intero sistema sostenuto,
apertamente e scientemente, dalla quasi totalità delle persone, dalla tonalità
organica (tranne eccezioni) delle istituzioni democratiche e culturali? Qual è
la reale causa di questa distruzione della democrazia in corso? E' possibile
che questa obbligatorietà - medicalmente
corretta in biopotere - sia l'unica
fuoriuscita dalla Costituzione italiana, o ce ne sono molte altre e molto più
antiche? Siamo sicuri che la stessa Costituzione non contenga in se stessa i
germi di una contraddittorietà che ora gli si è rivoltata contro? Ma se tutte
le forze politiche, culturali, religiose, civili, e la massa della gente,
accetta - come fa Cacciari - una legge ingiusta, pur giudicandola ingiusta, non
è forse questa la contraddittorietà stessa, dell'ideale democratico, così come
l'abbiamo conosciuto negli ultimi 3 secoli? Infine: siamo sicuri di non essere
noi gli utopisti, gli anarchici, i perfettisti, i folli della situazione? Forse
noi, pretendendo la luna, distruggiamo quel poco di buon che ci dà la terra ...
o no? -
rdv
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